Ah l’uomo che se ne andava sicuro…

Non ricordo niente che più di questa malattia abbia messo l’uomo di fronte alla sua fallibilità. Che ne abbia decretato la pochezza, le contraddizioni. Che ne abbia spento la boria di superiorità e di progresso fin qui accumulata. Non le guerre, che sono fatte dall’uomo, non le crisi economiche, sempre fatte dall’uomo. Ha fallito anche la scienza, l’élite umana, persino con punte di idiozia: è solo un’influenza, le mascherine non servono, anzi sì, teme il caldo, come mai allora è arrivato in Africa? Le punte di idiozia non sono date dal non sapere, ma dal pretendere di sapere anche quando non si sa. Ce ne stavamo coi nostri pc, tablet, smartphone, smart tv, streaming, partecipavamo alle conquiste spaziali, ai giretti nello spazio, per una volta non era fantascienza, a mettere in atto tutti i mezzi possibili per prolungare la giovinezza e la vita, convinti che stavamo vivendo nell’era del progresso. Per qualcuno il progresso era lo smartphone, per qualcun altro un pozzo per l’acqua. Per qualcuno sfoggiare un viso levigato, per altre l’illusione di mostrare di averlo un viso, togliendosi il burqa, anzi no, rimettetelo, logiche umane sentenziano (a proposito, non è che potreste toglierlo a loro e darlo a noi? Mi sembra strutturato come una buona difesa antivirus). Il progresso era arrivare a sfiorare i 100 anni, la scienza sbandiera i tuoi 100 anni come una conquista, un’altra parte dell’umanità li sbandiera come un peso insostenibile. Il vero progresso sarebbe stato la cancellazione dei mali che ci affliggono da sempre: le guerre, le disparità, il dolore fisico. Se la Terra non riesce più a reggere il nostro peso, il progresso sarebbe stato conciliare tutti i pesi. Noi stiamo vivendo lo sviluppo, non il progresso. Che differenza c’è tra un americano lasciato morire perché senza assicurazione medica e un indiano isolato su un albero? E qualcuno potrebbe dire: gli indiani sono poveri in canna e se ne stanno ancora lì con le vacche sacre e gli dei con tante braccia. Invece gli americani sono un popolo evoluto… giurano sulla Bibbia, mettono le bandierone nelle chiese, In God we trust nei tribunali e si scoprono difensori della vita quando fa comodo a loro, ah sì, proprio evoluti. In mezzo ci siamo noi, un letto di ospedale gratis per tutti. No, per tutti no, non ne abbiamo abbastanza. Ma quelli che ci sono sono gratis, è comunque una conquista da tenersi stretta.
Siamo stati colti impreparati e il nostro know-how ha ricevuto il peggior knock out: amico, ricordati che sei solo un escremento di mosca sul vetro dell’universo.
È ormai scientificamente provato: abbiamo tirato troppo la corda e quella si è rotta. Il resto del mondo che non siamo noi ci ha presentato il conto con gli interessi. E intanto continuiamo a parlare di altri interessi.
Allora adesso voglio dire una cosa veramente stupida, da una proprio ignorante che non conosce economia e finanza. I soldi sono pezzi di carta inventati dagli uomini. Non sono oro, diamanti e perle creati dalla natura, che per ottenerli all’uomo costano tanta fatica e morte. Sono pezzi di carta, stampati come si può stampare un libro o una rivista. Guarda, dopo decenni di editoria potrei spiegartelo anch’io come si fa. Allora lasciamo perdere i meccanismi umani che ci stanno dietro e stampiamo questi pezzi di carta. Usiamoli per far fronte alla catastrofe economica che seguirà, almeno per ora. Usiamoli non per restare umani ma per diventare umani.