Riders of the bridge

Bici

Ponti e weekend, la cosa migliore da fare a Milano e andarsene da Milano. Quando non è possibile, o metti il broncio e ti rivolti mestamente nei tuoi desideri irrealizzabili

Statue

o ti imbarchi in tecniche di autoconvincimento tipo, prendo la bicicletta e vado a rigenerarmi in un parco. Sbagliato. Perché centinaia di persone che non hanno potuto schiodare come te hanno messo in atto le stesse tecniche. Tanto che un giorno vedremo gli alberi alzare le radici e andarsene a rigenerarsi altrove. Allora dici, prendo la bici e vado a caccia di angoli segreti, ché per queste cose non c’è mezzo migliore della due ruote. Per fortuna gli angoli segreti se ne stanno nelle vie perse, perché ti illudi che tutti la pensino come te circa le due ruote festive, macché, toglili la macchina da sotto i piedi ai beoti, che poi magari sono gli stessi che pagano per andare in palestra a tenersi in forma. A questo proposito, apro una parentesi per immortalare questa fantastica risposta. Considerando che tanti cinema del centro hanno chiuso anche perché i beoti si lagnano di non poter parcheggiare la macchina, plaudo a chi usa il web a scopi sociali.

Risposta

Quindi il primo ostacolo è raggiungere la via persa, il secondo è quanto ti senti inetto quando riesumi la bici per la prima volta dopo l’inverno. Allora va bene la via persa, però quella che si conosce già. La bici, ah, la bici è invece alluminio lucente, la bici è davvero saltare il fosso, la bici è sempre “The Spirit of Saint Louis”,”Barone Rosso”… ehm… era l’aereo, ok, ho abusato, ma giusto per dire che con la bici ti puoi fermare anche a fare una foto dove sei sempre passato via come un lampo.

Come le casine delle scuderie di San Siro

Scuderia San Siro

Come la pista di allenamento dei cavalli, che alla mattina corrono pieni di vigore, belli come si addice ai potenti destrieri, mentre io ho ancora la faccia di uno scendiletto.

Pista

Io e il mio piccolo destriero giallo sembriamo non aver risentito troppo dell’inattività invernale, così è arrivato il momento delle vie sconosciute. C’è sempre stupore quando a Milano scopri queste cose ancora vecchie, colorate come una casa di Portofino, che resistono con grazia alla fuffa intorno.

Trattoria Lampugnano

Cucina milanese, risotto, cotoletta, cassoeula… magari questa la rimandiamo ai tempi freddi.

Però un po’ il cuore ti batte quando scopri cose di alto valore storico.

Targa Petrarca

Ti cade anche un po’ la mandibola, ma cosa ci faceva qui Petrarca? mi chiedo con aria ebete.

Petrarca, su pressante invito di Giovanni Visconti, Signore ed Arcivescovo di Milano, lascia l’amata Provenza per giungere nella città di Ambrogio nel 1351.
Ed anche qui, nella caotica (anche ai tempi!) metropoli, cerca da subito un nuovo “Locus Amoenus”, con paesaggi agresti e tranquilli simili a quelli lasciati a Valchiusa e che gli possano permettere il ricongiungimento spirituale con l’amata Laura.

Dal sito di Cascina Linterno http://www.cascinalinterno.com/

Cascina Linterno 1Cascina Linterno 2

Se fossi il sindaco gli darei l’Ambrogino d’oro, se avessi i soldi gli farei da mecenate, se fossi l’assessore delle infrastrutture, edilizia e che altro li assumerei a tempo indeterminato.
Sconosciuti “bro”, siete rimasti gli ultimi a portare bellezza, persino su una cabina dell’elettricità.

Cane Cabina

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