Verrà la morte e avrà il suo spot

C’è stato Skakeaspeare: E dimorerai negli occhi degli amanti
Non penso che qualcun altro abbia potuto creare un’immagine altrettanto folgorante per comunicare vitalità quanto questa, da dedicare a una persona cara che non c’è più. E considerando come girano certe cose, dubito che si possa mai più creare.
E poi c’è stato Foscolo: Rapian gli amici una favilla al sole a illuminar la sotterranea notte, perché gli occhi dell’uomo cercan morendo il sole.
E poi c’è stato Cesare Pavese, che ho ucciso nel titolo.
E poi c’è stato, nei cupi anni ’70, Claudio Baglioni, che stava uscendo o era uscito da poco dal suo nomignolo Agonia (appunto…) e che vergava sullo spartito la canzone Poster, un inno alla voglia di partire. C’era un signore che, alle 7.30 del mattino, calato in un’atmosfera di sonno, squallore e noiosa quotidianità, aspettava il treno su una panchina fredda del metrò. La questione panchina non è cambiata, è sempre di marmo gelido. Ciò che è cambiato è che almeno lui aveva il beneficio di contemplare un poster con un mare di velluto e una palma.
Ed è qui che entriamo nel vivo, ma poiché l’argomento vivo non è, premunitevi pure di oggetti rituali. Si era rimasti a Baglioni e la sua Tunisia in poster…
Tutti conoscono gli outlet, quantomeno meno per averne sentito parlare, a Milano c’è addirittura il pullman organizzato che ti porta a quello di Serravalle. Capace che se hai la forza di stargli dietro ti porti via un Armani a prezzo stracciato. Orbene, ci sono dei signori che devono aver fatto due più due: Vita da cicala? Tanto c’è l’outlet del funerale! È lo slogan che sta tappezzando le pareti dei treni della metropolitana, così che quando sei lì mezzo addormentato, travolto dall’angosciante pensiero se ce la farai a reggere un’altra giornata di lavoro, ed è ancora Shakespeare a trovare le parole per te –  sono vivo solo per dire che sono morto –   ecco che alzando gli occhi vieni a conoscenza dell’ultima (e come potrebbe essere altrimenti?) superofferta: 1.400 euro tutto compreso. Che vuol dire tutto compreso, che mi vengono a prendere e mi portano a destinazione e mi fanno fare anche le tappe obbligate? O che invece ci sono formule in cui non è proprio tutto compreso, come certi viaggi organizzati la cui organizzazione inizia solo nel Paese di destinazione ma all’aeroporto ci devi arrivare “con mezzi propri”? Amici, amici, lasciate perdere la favilla e acchiappate il supersconto!
Per gli amanti del genere, c’è anche la versione con figura incappucciata in controluce.
Questa trovata segue una tendenza che è andata sviluppandosi nell’ultima decina di anni. Sono sull’autobus e vedo un enorme cartellone pubblicitario, da lontano sembrano scatole colorate ma più la distanza si riduce e più l’immagine acquisisce un senso: sono bare colorate, rosa, gialle, azzurre. Toccare ferro è istintivo, meditare su chi ha osato tanto anche. La sera in casella mi trovo il volantino delle medesime. Ah… ma è proprio un vizio. È un’azienda del comasco: eh beh, sono loro i migliori mastri mobilieri, fare un tromò o una bara sempre lavoro d’ascia è, e la novità sono i colori. Vuoi mettere passare oltre in giallo anziché in mogano? Però la pubblicità resta pochi giorni, poi sparisce e non l’ho mai più rivista. C’è un limite a tutto. Qualche anno dopo, noto che uno di quei “negozi” esibisce cartelloni colorati e offerte “a partire da”.
Base del marketing è individuare il target è concupirlo. Ma il marketing funebre il suo target lo colpisce come un pugno allo stomaco. Perché il suo target non sono io che per ora sono nella situazione di poter tornare a casa e fare la stupidina sul blog, forse è chi mi siede accanto che ha ben altri pensieri. Ma, soprattutto, non siamo noi da vivi a scegliere lo stile che più ci aggrada per celebrare il nostro grande viaggio ma dobbiamo lasciare il carico a chi soffre per la nostra dipartita (in linea di massima lasciamo tutti dei vuoti, se non altro per la parte di armadio che liberiamo). E questo target qui non può essere soggetto a un simile linguaggio da supermercato. Ciò che è veramente passato oltre è il senso della misura e il rispetto.

3 pensieri su “Verrà la morte e avrà il suo spot

  1. C’era (chissa se c’è ancora?) un simpatico frate nella comunità di via Giotto che, quando qualcuno se ne usciva in frasi del tipo: “Io, quando sarò morto, vorrei…” replicava: “Aòòò, Voi pensate a morire, che al resto ci pensiamo noi!”

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