“Io non voglio rubare”

Il biglietto è timbrato, ho sentito il bip-bip di senso positivo, altrimenti fa buup, ma lei non se ne accorge perché l’inchiostro è così poco che il documento di viaggio bisogna appiccicarselo al naso per vedere l’obliterazione. E così lo rinfila, e quello si lamenta.
Io questa signora la adoro perché nonostante i tanti anni, i tanti acciacchi e la stampella sorride sempre, come nemmeno tutti “noi” messi insieme riusciamo a fare, con le nostre 50 sfumature di ira / noia / indifferenza stampate in faccia dalla mattina alla sera. Per non parlare dei prego e dei grazie elargiti senza remore.
Mi ricordo ancora le risate che ci siamo fatti la volta che ha redarguito suo marito perché mi ha parlato in milanese.
- Non c’è problema, lo capisco.
- Ah, meno male. Lui ha ’sto vizio di parlare a tutti in milanese ma ce ne sono tanti che non lo capiscono.
- E se uno non capisce il milanese a Milano, son fatti suoi, risposi. E questo mi valse l’Oscar dell’approvazione.
Così glielo dico che ha già timbrato e le spiego pure dell’inchiostro fantasma e della luce verde che vuol dire che l’operazione è andata a buon fine.
- Davvero? E chissà quanti ne ho buttati via allora di biglietti. Devo fare solo una fermata ma io non voglio rubare.
Sto per aprir bocca e dirle che se si fa una fermata a scrocco si riprende solo un miliardesimo di quello gli altri hanno tolto a lei ma nemmeno arrivo ad aprirla di tanto così, colta da un senso di stima quasi reverenziale.
Se ne stampella giù a fatica alla fermata in una nuvola di grazie.
Io non voglio rubare. I pensieri si accendono intorno a questa frase. Inutile riportarli.

Concorso fotografico in Costiera

Foto di Antonio Iovine

Foto di Antonio Iovine

Probabilmente è uno dei luoghi più fotografati in assoluto e certamente le sue immagini hanno attraversato il tempo e il mondo. Chissà quanti cassetti e computer la racchiudono insieme ai ricordi e chissà quante pareti invece la esibiscono, nei suoi colori di albe e tramonti e in quelli quasi abbaglianti dei limoni e dei fiori. Paesi che si aggrappano alla montagna o che si adagiano morbidi, angoli famosi e quelli che invece solo pochi occhi riescono a cogliere.

E allora è arrivata l’occasione giusta per metterla in mostra, o magari meglio ancora, di fare un viaggio per coglierla qui ed ora, questa Costiera Amalfitana, da terra, dal mare o dal cielo dei sentieri che la circondano.

Il concorso fotografico a premi parte dall’iniziativa della Tabaccheria Sabato Cuomo di Agerola, che a chiusura del concorso, giovedì 20 luglio 2017, organizzerà nel suo giardino una mostra con le trenta migliori fotografie. L’esposizione durerà dal 1° agosto al 20 settembre 2017.

Il bando e tutte le informazioni per partecipare le trovate qui:
http://quelconcorso.blogspot.it/

 

Totem e cucù

Il pop up si era già manifestato varie volte. Avevo colto solo: o scegli il nuovo sistema di sicurezza o fai tutto dallo smartphone. Io gli davo un’occhiata e poi lo chiudevo, vabbè, che vuoi da me? A me va già bene il sistema che ho. E poi arriva l’sms, il linguaggio è cortese ma il ricatto palese: o ti decidi entro il 18 giugno o non puoi più fare niente on line. Ogni due per tre ormai arrivano di questi ricatti: o ti adegui o non se ne fa più niente, come se invece che con esseri umani avessero a che fare con degli imbecilli da telecomandare. La giornata era già iniziata bene, con la telefonata del commercialista: adesso lo Stato vuole che… compensazione… non puoi fare il solito F24… legge in transizione (oh beh, già non si capisce niente quando le leggi sono stanziali, figurati quando decidono di vagabondare). I puntini è dove la mia mente si è obnubilata. E tanto queste conversazioni finiscono sempre con il mio: e quindi? E quindi devi… Perché io sono sempre stata così, o una cosa ha un suo senso pratico o se no la ripudio mentalmente. È come quando in un’età scolastica in cui avevo già deciso che la matematica non avrebbe mai fatto parte della mia vita ero costretta a studiare gli algoritmi. Perché? Se non ci fossero, non ci sarebbe gli aeroplani. Ah be’, infatti chissà quante volte mi capiterà nella vita di dover progettare aeroplani. Che gliene frega allo Stato se devi presentare un F24 da 100, 1000 o 0 euro? Ma per lui sono cose diverse… intanto che transita. Serve a combattere l’evasione? Non credo proprio. E quindi? E quindi per me è come gli algoritmi e la spiegazione non è di uso pratico: deve romperti le balle.
E dall’altra parte c’è la banca che preme. E allora telefono, e già non mi ricordo più il nome:
- Non voglio farlo sullo smartphone, quell’altro, come si chiama, il generatore di codici.
- Il totem.
- Ecco, sì, quello.
Riaggancio e si materializza l’immagine di un coso alto, con la faccia minacciosa, le piume in testa e intorno dei pellerossa danzanti. Ma perché l’avranno chiamato totem? Forse perché “parla”, ti dà i codici, è come un totem. Se non sei bravo in matematica, i tuoi algoritmi saranno le parole e le userai sempre per disegnare cose. Comunque il giorno dopo mi avvio alla banca e già non mi ricordo più come si chiama. E lo chiamerò generatore di codici, tanto mi hanno capito, e tanto ci devo tornare due volte.
- Ah, buongiorno, lei è la signora del totem.
- (Augh). Sì, buongiorno, mi ha riconosciuto!
Parte un trafila di dati da inserire e firme su carta e firme su quella specie di iPad. Ho bisogno di distrarmi:
- Ma perché l’hanno chiamato totem?
- Token
E scoppio a ridere – ah, token, avevo capito totem, ecco perché mi sembrava strano (e certo che se voi lo pronunciate con la o larga… penso).
Un bancario non ci trova niente da ridere, ma d’altra parte neanche mi ha guardato come una deficiente, per cui non pretendo che condivida il mio umorismo, nell’altro però ho suscitato una meditazione: – Già, perché si chiama token?, chiede.
- Forse è la sigla di qualcosa o forse… Comunque noi abbiamo ricevuto le direttive per cambiare gli accessi all’on line.
- Quando sento parlare di direttive mi si drizzano i capelli.
- Non lo dica a noi, rispondono rassegnati.

E queste sono le giornate in cui sogno una baita, quattro galline e una capretta, oppure un porticciolo piccino di un borgo piccino in cui passare il giorno a raccontarsela su coi pescatori e cucire reti. Si chiama paradiso statale, ovvero un luogo in cui la direttiva è solo quella del vento, i totem se ne stanno in America e gli orologi sono a cucù.

Di Vip in Vip…

…e rischi di ritrovarti come quello scioperato che sta sempre con la penna in bocca dietro ai giornalisti. Perché se ne hai visti pochi in vita tua e poi inaspettatamente vai in overdose, può essere che ti prenda il Tic da Vip, soprattutto adesso con ’sti telefonini fotografici. E vediamo se mi viene in mente: Ottavia Piccola, secoli fa, sull’aereo per Londra. Ma era il mio primo volo e più che pensare a lei, ragionavo sul perché mi ero cacciata in quel guaio. Oriella Dorella, qualche secolo dopo in un bar in Wagner, con i piedi tutti rovinati, poveretta. Gianfranco D’Angelo (se qualcuno se lo ricorda) mentre attraversava zoppicando via Larga. Incontro neutro di emozioni: non mi ha mai fatto ridere e pure lui non sembrava uno che per lavoro fa ridere. E poi basta per altri secoli. Fino a un paio di settimane fa. Genova Principe, esce sorridente e bello (a me piace, punto) come in tv Gad Lerner. Ed è qui che scatta l’Immortala il Vip, ma non faccio in tempo, il telefono l’ho cacciato chissà dove e lui corre troppo verso l’autista che lo aspetta. Quando il cellulare idiota salta fuori faccio un ultimo tentativo mirando tra le colonne ma è troppo tardi. Accidenti, impreco. Il mio antenato (embè, io son convinta che sia un mio antenato) che svetta lì in piazza sembra disapprovare e quindi io torno alla mia mestizia da ritorno.

ColomboEd eccomi in Centrale, mestizia da ritorno e il solito disgusto da Centrale, e sento qualcuno che dice: Ehi, guarda, quello è Chef Rubio. Chef Rubio? E mi giro di scatto, ed eccolo lì, l’unico programma di cucina che guardo, primo perché non è un programma di cucina, secondo perché tratta il cibo come deve essere trattato, con ironia. Sta facendo dei selfie ma figurati se alla mia età vado a fare il selfie, e però la foto sì. La gente si accalca e la luce è brutta e quindi anche la foto è brutta.

Chef RubioHa l’aria stanca e si accascia su una panchetta, secondo me sta dando mentalmente de li mortacci a tutti, è il rovescio della notorietà.

Abbiategrasso, 3 giugno, un paio di banchetti elettorali e poi s’ode voce provenire da una piazza. Sembra ancora più giovane che in tv, Luigi Di Maio. Di gente ce n’è e aumenta via via. Constatiamo che gli altri banchetti restano quasi ignorati, vero è che questo sta parlando e gli altri no, ma comunque ce la sentiamo di tirare un pronostico sulla futura giunta di Abbiategrasso. Luigino detto Di Maio, come direbbe De Luca/Crozza.

Luigi Di MaioAi piedi del palco Vito Crimi (a dire la verità non l’avevo riconosciuto).

Vito CrimiPerò c’è un Vid che ho toccato, persino accarezzato, addirittura abbracciato, e a dirla tutta anche baciato. In poco tempo ha conquistato articoli, post e fama quasi internazionale e la sua fulminante carriera è stata coronata da un premio. Ah ah, non ho fatto errore di battitura, egli è un Vid: Very important dog, e ha meritatamente guadagnato il titolo di Cane di Marzo Vitakraft.

Biscotto Vitakraft 1Biscotto Vitakraft 2

L’appartamento per le vacanze? Hundredrooms lo trova in un clic

HundredRooms

Due persone in luoghi diversi, in momenti diversi, alla mia perplessità sul largo anticipo con cui avevano  organizzato il viaggio estivo, mi hanno risposto: «È una ragione che ti fa guardare avanti». Come a dire, se ho di fronte una meta di piacere da raggiungere, riesco a sopportare meglio la vita di tutti i giorni. Perché poi ciascuno ha i suoi motivi per viaggiare ma c’è una cosa innegabile: il viaggio è l’unica dimensione in cui ritrovi te stesso, che tu stia tutto il giorno fermo a bordo piscina o che ti macini chilometri in condizioni al limite della sopportabilità.  E quindi niente di negativo nella vacanza? Oh sì che qualche rogna c’è sempre, anzi due: il costo e lo stress da ricerca dell’alloggio ideale, che il più delle volte si fondono e coincidono. Internet ha facilitato molto la parte organizzativa: dal computer o dallo smartphone, nei momenti che decidi tu, ti prenoti anche l’altra parte del mondo. Ma anche il web è diventato un po’ dispersivo. E allora meno male che ci sono loro, i giovani nerd, che però non sono più quelli di una volta rinchiusi al buio di una stanza dove l’unica fonte di luce è lo schermo del pc. Questi viaggiano fuori dai bit e dentro il mondo, intercettano, prevedono e ti sbattono lì ciò che stavi cercando un attimo prima che l’idea si concretizzi nella tua testa. Non so se José Luis Martinez sia mai stato un nerd, di certo si sa che è stato direttore di Kayak e che nel 2014 ha fatto il grande salto: ha fondato la sua start-up. E ne ha fatto la sede a Palma de Maiorca, lontano dalle solite capitali del business e vicino all’immagine di vacanza.

Made with Love

Ha colto quale era la tendenza: le persone stavano privilegiando la vacanza in appartamento anziché in albergo. Perché se l’hotel è un po’ standardizzato anche sui prezzi, l’appartamento offre più fasce di costo, soprattutto se lo si pone nel classico rapporto prezzo/zona. Una casa vacanze a due passi dal mare o vicino a tutti i servizi e le attrazioni turistiche, quasi certamente verrà a costare meno di un hotel nella stessa posizione.  E con l’appartamento non è più il viaggiatore ad adeguarsi a una camera ma è l’alloggio che corrisponde al viaggiatore. Il turista è il single, la famiglia, il gruppo di amici e che tu sia l’uno o l’altro hai le tue esigenze. Centinaia di personalità di viaggiatori, centinaia di camere. E chi ha il tempo di scandagliarsi migliaia di offerte? Nessuno. E quindi bisogna accontentarsi? No. Si va su Hundredrooms e il lavoro lo fa lui. È infatti questa la grande idea del signor Martinez: il motore delle case vacanze, il “Google degli alloggi turistici”. Hundredrooms è una piattaforma che compara tutte le offerte di appartamenti e case vacanza pubblicate sui siti più famosi come Airbnb, Booking, Housetrip, Only-apartments e le agenzie di viaggio on line. Così in un solo clic possiamo sapere quale è la soluzione più conveniente e con le caratteristiche che stiamo cercando: il wi-fi, la culla, il terrazzo, la piscina, l’ascensore, se accettano i nostri amici animali e molto altro. A queste caratteristiche dei nostri desideri, si aggiungono i filtri per farci risparmiare: le occasioni, le case consigliate, le offerte imperdibili. Il tutto in modo molto intuitivo. E se la meta è certa ma le date ancora un po’ lontane, con l’opzione “Avviso di prezzi” possiamo personalizzare la nostra richiesta e restare aggiornati tramite le notifiche periodiche inviate da Hundredrooms.

La ricerca è fatta su oltre 100 siti che propongono circa 7 milioni di affitti turistici, corredati da qualcosa come 20 milioni di foto. Con questi numeri, esclusi gli irriducibili da sacco a pelo e tenda, c’è di che accontentare tutti.